Mt 25,1-13 Venerdì XXI sett. T.O.

Carissimi fratelli e sorelle, il regno dei cieli non è fatto solo di gente sempre all’altezza delle situazioni. Il regno dei cieli è fatto di persone che hanno talenti ma anche debolezze. Per spiegare questo contrasto Gesù ci racconta la parabola delle dieci vergini. La cosa che deve colpirci è che queste dieci donne non sono sagge o stolte in base alla loro fragilità, perché si addormentavano tutte. La differenza, quindi, non sta nel fatto di essere sempre all’altezza delle situazioni, ma di avere la consapevolezza della propria fragilità e quindi per questo imparare ad essere previdenti. Come sappiamo, quando si presenta lo sposo, cioè la situazione in cui non bisogna sprecare la propria vita, ecco che le cinque sagge sono le uniche che possono stare davanti a quell’evento, perché hanno scorte di olio. Ciò che le salva alla fine è la fedeltà di ogni giorno ad essere umili nelle piccole mortificazioni della vita, e non le loro capacità. Si è saggi, quindi quando si decide di fare il bene con i propri limiti, si è stolti quando pensiamo di non averli o addirittura ignorarli.

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