Mt 25,14-30 – Sabato XXI sett. T.O.

Il Vangelo di oggi, ci presenta la parabola dei talenti. Essa ci aiuta a guardare la nostra vita da una prospettiva diversa. Dio non è un padrone spietato, ma Qualcuno che si fida così tanto di noi da consegnarci i suoi beni per averne cura. La fiducia che Dio pone in noi avviene sia nelle cose belle che paradossalmente in quelle brutte. Certe volte si fida così tanto da affidarci anche un dolore, una sconfitta. É un atto di fiducia, come se ci dicesse: “Mi fido di te, so’ che puoi portare questo peso”. Ma spesso non la pensiamo in questo modo. Ci capita di pensare come l’ultimo servo: “colui che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca e  nascose il denaro. A volte pensiamo di Dio cose cattive, terribili, pensiamo che non sia un padre, ma un padrone spietato. Nella vita, purtroppo il massimo che sappiamo fare è sopportare! Essere Santi, significa invece “sbocciare”,  diventare noi stessi a partire da quello che c’è dentro la nostra vita. Chi siamo noi, nella pagina evangelica?

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