Carissimi Amici e cybernauti, sono fra Massimo, religioso dei Fatebenefratelli. All’età di 17 anni ho scoperto di avere un Dio che mi ama di un amore grande.
Ho una famiglia bellissima, papà Vincenzo, mamma Giovanna e mio fratello Giambattista e ho vissuto con loro fino a 26 anni, dove ho ricevuto affetto, protezione e amore. Sono siciliano, di Ragusa e amo la mia terra, perché la trovo accogliente nonostante le tante difficoltà che l’isola siciliana attraversa ogni giorno. Nella mia adolescenza non ho avuto un percorso parrocchiale, anzi quasi avevo un rigetto per la Chiesa e per tutte le attività ad essa connesse. Fino a quando Gesù non mi ha fatto capire che la vita che stavo conducendo era vuota e priva di senso. Un po’ come l’episodio di San Paolo, il quale la voce di Cristo è stata talmente impressa nel cuore da rimanere folgorato. Gesù stava aspettando me, perché aveva grandi progetti per la mia vita. Mi sono sempre chiesto, come Dio, attraverso il figlio Gesù abbia guardato me, peccatore (incallito!). Come abbia posato il suo sguardo su di me, stravolgendo completamente la mia esistenza. Gesù mi aspettava con un incontro speciale: il Tabernacolo (che fino a 20 anni fa non sapevo neanche di che si trattasse!). Ricordo quel momento come se fosse ieri. Ora vi racconto. In un momento della mia vita di completa follia adolescenziale, dove tutto era concentrato su me stesso, sulle ragazze e non su questioni veramente importanti dove stabilire pilastri per il futuro, nella più totale autonomia, Dio ha cominciato il suo lavoro. Sono stato invitato ad un incontro di preghiera e io, il quale non m’importava assolutamente nulla, sono andato per il motivo che già conoscete ovvero fare nuove conoscenze soprattutto con le ragazze. Ma quando sono arrivato, non potevo immaginare quello che mi sarebbe successo da lì a poco. Appena è iniziato l’incontro (di solito con canti molto animati e coinvolgenti) mi sentivo strano e il mio cuore era tachicardico e non sapevo neppure per quale motivo. Nonostante la mia durezza e la mia caparbietà, ha avuto la meglio il Signore: sono uscito da quell’incontro non pensando assolutamente alle ragazze ma concentrandomi sul mio stato, e su come avevo vissuto tutto il momento di preghiera. Il tempo passava e dopo 8 anni da quell’esperienza, ancora non eravamo arrivati alla mèta: il Signore aveva in serbo per me qualcosa di speciale. Dopo questi anni vissuti in pieno, facendo esperienza di volontariato, frequentando la parrocchia con tutte le sue attività arriva il momento oscuro, quel momento dove sembra che Dio si sia dimenticato di te. Ma come ben sappiamo l’oro passa dal fuoco per essere purificato, e quindi anche i momenti spirituali bui servono per fare un passaggio ulteriore che richiede tanto impegno. Il mio cuore era colmo di gioia per aver compreso di seguire più da vicino Cristo che mi aveva reso (e mi rende tutt’ora) felice e realizzato nella sua vigna; l’unico problema era come seguirlo! In che modo Dio voleva che stessi al suo servizio… Non riuscivo a comprendere la volontà di Dio. Qui arriva il soccorso e l’ausilio delle mediazioni umane: Dio non ci abbandona mai, soprattutto quando noi chiediamo il Suo aiuto e la Sua protezione. In questo trambusto, vado a consigliarmi con il mio Direttore spirituale, il quale non era ancora convinto di tutto quello che stava succedendo. Proprio qui, arriva l’inaspettato, travolgente e prezioso aiuto: una Suora, di una Congregazione che svolgeva servizio lì a Ragusa, mi consiglia di provare a comprendere e dare un’importanza maggiore a quello che sentivo di più nel mio cuore, ovvero se il percorso del Seminario era ciò che il Signore voleva, o c’era altro nei progetti di Dio. A questa richiesta sono rimasto un po’ spiazzato perché non avevo assolutamente messo in conto quest’altra possibilità. Allora faccio un dietro-front e comincio a valutare un’altra via che prima era nascosta a me, ma molto visibile a Dio. Mi metto in contatto con l’Ordine Religioso di San Giovanni di Dio, precedentemente presentato dalla Suora, e comincio i primi approcci per la conoscenza di questo nuovo itinerario. Passa qualche mese e inizio l’esperienza, la quale, considero la più entusiasmante che io abbia mai fatto: quella del Servizio ai più poveri, ai Malati, soprattutto psichiatrici; loro mi hanno completamente insegnato cosa è la vita vera, quali sono i valori che contano per un’esistenza di qualità superiore e in aggiunta ma non marginale il Carisma di San Giovanni di Dio, quello dell’Ospitalità, il quale non mi ha mai più abbandonato. Dal lontano anno duemila (2000) fino ad oggi, seguo Cristo, come Religioso dei Fatebenefratelli che da oltre 500 anni sono al servizio di coloro che soffrono, per dare voce e spazio al nostro Fondatore che amava dire: “Fatebenefratelli, a voi stessi per amor di Dio”, come a voler invitare a fare il bene per ritornare a chi lo fa traendo benefici spirituali. Felice e gioioso di essere un Religioso, il quale nonostante il peccato, confida sempre in Dio che non abbandona mai i suoi figli. Credetemi, ne vale la pena seguire Cristo e re-impostare la propria vita rendendola un capolavoro.


