Giuseppe D’Uva

Sono ormai 31 anni che faccio parte della famiglia ospedaliera di S. Giovanni di Dio. Da circa sei anni sono stato affiliato all’Ordine. Sono sposato da 27 anni e abbiamo due figli meravigliosi. La mia esperienza di lavoro con la famiglia dei Fatebenefratelli, negli anni ha acquisito una dimensione che va oltre al rapporto di lavoro. Ho cercato di essere coerente con i miei principi che ho appreso grazie alla mia famiglia, rispetto per gli altri, ascolto, aiuto reciproco, non tralasciando anche di crescere nella fede. Giovanni di Dio, nella sua vita e soprattutto dopo la conversione si è donato completamente agli altri, tanto da morire a causa di una polmonite dopo aver salvato una persona che stava annegando. L’altro, il nostro prossimo rappresenta Cristo. Amare l’altro, servire l’altro, significa amare e servire Gesù. La vita di S. Giovanni di Dio mi ha appassionato molto da quando ho iniziato a conoscerlo attraverso la lettura di libri sulla sua vita e incontri di approfondimento. È stato ed è una guida che accompagna quotidianamente il mio lavoro e la mia vita. Sono impegnato nel gruppo della Pastorale Sanitaria, un tassello importante che mi ha permesso di avvicinarmi alla realtà ospedaliera fatta non solo di sofferenza ma anche di speranza e di fiducia. Ho avuto la possibilità di intrattenermi alcune volte con persone ricoverate, partecipare a dei momenti di preghiera e di ascolto nei reparti, abbiamo coinvolto come pastorale gli ospiti in occasioni di feste e di svago. Tutti momenti importanti di esperienza che mi hanno arricchito come uomo e come professionista. Il coro “Le Note del Melograno” di cui faccio parte e ho l’onore di dirigere, è stato per me una vera scoperta. Ho sempre amato il canto e questa mia passione l’ho ritrovata anche in molti colleghi di lavoro che insieme a me si dedicano con entusiamo ad animare i momenti liturgici della famiglia ospedaliera. In questi anni circa otto, non abbiamo solo migliorato la tecnica canora ma, soprattutto è stato un cammino fatto insieme che ha permesso di conoscerci, stimarci, accrescere la nostra amicizia e approfondire anche la nostra fede. Grazie alla famiglia dei Fatebenefratelli che mi hanno voluto come affiliato, ho avuto la possibilità di conoscere altre persone come me della Provincia Romana, impegnate nel lavoro e nella vita a testimoniare i valori di S. Giovanni di Dio. Credo sia importante che a tutti i collaboratori ospedalieri venga data la possibilità di approfondire la conoscenza della vita di S. Giovanni di Dio, esempio da seguire nello svolgimento della propria professione non solo fatta di conoscenze tecniche ma anche di attenzione alla persona. S. Giovanni di Dio, a differenza del giovane ricco di cui ci parla il vangelo di Matteo, ha saputo rispondere all’invito di Gesù rinunciando alla sua vita per dedicarsi agli ultimi.